venerdì, 20 agosto 2010

Per Semonide

Se la donna fosse pane

non sceglierei una rosetta bitorzoluta

o una treccia fatta a mano, scorza dura.

Morbida, liscia e sottile

accarezzerei

la pelle d'un pane arabo,

ancora cosparsa della farina che l'ha generata.

Forme soffici e minute,

da tenere tra le mani

e maneggiare con attenzione.

Bianca come il latte,

bruciata da alcun fuoco, ma

cotta quanto basta per

non esser massa informe.

Ma basta fantasticare

al mio forno son rimaste

sol ciabatte!

 

A.M.

 

giovedì, 08 luglio 2010

Ichthys - Cristo ai grandi magazzini

 

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui Cristo apparve ai Grandi Magazzini. Ero al banco frigo, reparto surgelati, stavo scegliendo cosa cucinare per cena. Tutte scatole tristi e fredde, nel rigido formato monoporzione, di quelle che ogni cassiera ti sorride ironicamente, perché lei stasera non è sola come te.

- Crepi l'avarizia - mi dissi e comprai due confezioni di merluzzo pescato in mezzo al Pacifico. "L'immagine potrebbe non corrispondere al prodotto" ed infatti dal lato trasparente si intravedeva un pesce pallido con la pelle opaca, decapitato e privato della coda, assolutamente non invitante, abbellito da un'allegra tabella nutrizionale coloratissima compilata da un nutrizionista corrotto.

- Perché dovrei mangiarmi una cosa del genere per coprire il 15% del mio fabbisogno di proteine animali? Ho solo fame, non so cucinare da me e non mi va di andare dai miei. Che tristezza.

Ero in preda a questi pensieri molto allegri quando un uomo dalla barba e i capelli folti, vestito d'una tunica lunga ed ingiallita irruppe nei Grandi Magazzini.

Fece una corsetta tra gli scaffali e si fermò nello spiazzo con la grande piramide delle scatolette di tonno. Poi si guardò intorno e salito su uno scatolo vuoto rinvenuto nelle vicinanze, incominciò a predicare a braccia spalancate.

- Io sono il Messia, il verbo che si è fatto carne per annunciare la parola del Signore. Convertitevi alla parola del Signore! Fate di questa spelonca di ladri la mia casa di preghiera.

Nel giro di cinque minuti si era radunata una piccola folla di curiosi: uomini scapoli senza niente di meglio da fare, mamme con figli piccoli e recalcitranti al seguito, vecchietti dagli occhi lucidi.

- Convertitevi vi dico e vostro sarà il Regno dei Cieli. L'eterna morte e dolore attendono chi non si converte.

Mentre parlava, ora stringeva tra le mani una sorta di cilicio che aveva stretto intorno alla vita.

- Distruggete questo tempio di ladri e io lo ricostruirò in tre giorni, ne farò la casa del Signore.

- Madonna Vergine Incoronata! E che c'hai l'impresa di costruzioni? Frabbicatore* sei? - lo interruppe un nonnetto ridendo.

- Così è scritto. Ed è scritto anche che la mia chiesa sarà di pietra e su pietra, ed il mio regno non avrà fine.

Nel frattempo si avvicinarono due commessi, con il grembiule rosso e la targhetta di riconoscimento, stupiti ed infastiditi allo stesso tempo da quel buffone apparso lì all'improvviso.

- Ma che cazzo, proprio qui doveva capitare 'sto scemo?

Il "Messia" non appena li vide gli corse incontro agitando il cilicio di cavi elettrici che aveva al cinto.

- La mia casa era chiamata casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri per tutte le genti! - gridava, mettendoli in fuga. Non contento rovesciò uno dopo l'altro a terra tutti gli scaffali che gli capitarono a tiro. Nessuno mosse un dito per fermarlo, ma anzi a turno cominciarono anche loro a devastare i Grandi Magazzini in preda ad un tremendo furore mistico-religioso. Una vera bolgia. Quatto quatto mi avviai verso le casse, volevo uscire presto, il prima possibile. Nessuna autorità religiosa può obbligarmi con la paura della morte e stronzate varie a fare quello che vuole vossignoria. Nossignore. Pagai (ovviamente la cassiera non poteva sorridermi in nessun modo con tutto quel bordello) e feci in tempo a scorgere con la coda dell'occhio tre o quattro poliziotti che sedavano quel caos immane mentre il "Messia" biascicava parole senza senso - Io sono il Signore Dio tuo, Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio! Ichthys...

E ancora nel parcheggio, andando a prendere il mio macinino, mi sfilò davanti scortato dai poliziotti e mi apostrofò - Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini.

Boh. Forse avrà visto cosa compravo ai Grandi Magazzini.

- Strano tipo, - sentii poi alle mie spalle - sono il gestore di questa sede da tanti anni, ma mai vista una cosa del genere. La polizia lo conosce già: è un povero cristo, è il caso di dirlo, ha finito gli psicofarmaci e si è buttato nella chiesa. Roba che ti fa impazzire se non ci stai attento.

Cadde dall'alto, ondeggiando lentamente, una piuma bianca davanti al mio naso e poi apparve il Cristo, quello vero. Candido e sereno. Mi abbracciò senza dire una parola. Non fece nient'altro ed io seppi per certo che fosse lui.

 

*trad. dialetto: muratore

 

lunedì, 04 gennaio 2010

Avrei voluto conoscerti tra cent'anni

 

Avrei voluto conoscerti tra cent'anni,

quando le rughe abbonderanno sul mio viso ed il mondo sarà più sfocato senz'occhiali.

Avrei voluto conoscerti tra cento amori, affinché non morissi tra le gioie del primo, ma ne traessi forza e vigore da restituire a te.

Avrei voluto conoscerti dopo cento fallimenti, umile ed umiliato, cauto e profondamente attento ad ogni piccola cosa.

Avrei voluto conoscerti dopo cento esperienze, per meglio interpretare ogni tuo respiro, ogni tuo gesto ed ogni tua intenzione e risponderti al meglio delle mie possibilità.

Avrei voluto conoscerti tra cent'anni e tra cent'anni ti conoscerò ancora, un istante prima di morire, con il sorriso sulle labbra.

 

giovedì, 26 novembre 2009

Dare e ricevere

Il desiderio dell'altro nasce da due diverse e complementari necessità del proprio ego intimo e nascosto. Quella del dare, espansione del proprio essere in attivo verso l'esterno; e quella del ricevere, espansione del proprio essere in attivo dall'esterno verso se stessi. Se le due necessità non coesistono nella medesima persona, un qualsiasi rapporto, nella sua più interiore genuinità, perde la capacità di rigenerarsi giorno per giorno. Il sillogismo di cui avvalersi non è l'utilitaristico "Do ut des", ma il più sociale "Do atque capio", teso all'equilirio in un rapporto di sostanziali interessi in movimento.

19/11/09


A.M.

mercoledì, 18 novembre 2009

Anthropoi

Coriacee rampicanti, che

a rose rosse e a legni ideali

s'aggrappano.

Non cadono, però, con essi:

ne mantengono le forme

avvizzite al proprio interno.

 

04/11/09


A.M.

venerdì, 13 novembre 2009

Chronos

Pensa che questi giorni non torneranno indietro: ogni parola, ogni azione, ogni gesto spesi oggi saranno dei piallidi chiarori nel tuo tempo futuro, gli aloni della tua persona. Il futuro non è anonimo, incolore, ma soffusamente dipinto, come il cielo dall'Aurora dalle dita di rosa. Un acquerello. Non v'è niente di più dolce d'un futuro appena sfumato ed accennato, nelle nebbie degli anni, una direzione e non una meta, tra i colori forti e vividi d'un presente ed il passato, fazioso ed artificiale. Vivere per l'incertezza del giorno seguente. Vivere di curiosità.

11/10/09

A.M.

domenica, 19 luglio 2009

L'ora delle cicale

Il saggio sedeva sulle radici di un ulivo

Photo0178.jpg

a guardare arrossire il sole

nell'imbarazzo della sera;

il coro delle cicale lo scherniva:

fri-fri, fri-fri.

Lui calava,

immergendo tutto

nell'ambra.

"Vecchio, i tuoi occhi luccicano

e sono sopite le tue membra,

cosa ci fai sotto i nodi dell'ulivo?"

"Fri-fri, fri-fri.

Le senti?"

"Si."

"Alza lo sguardo.

Vedi nuvole e stelle intrappolate nell'ambra?"

"Si."

"Allora siediti se vuoi e

non domandare più niente a me

di ciò che già vedi e senti."


Adriano Morea

(Orhp3us)

 

lunedì, 06 luglio 2009

Poesia fuori stagione

A volte mi piace
immaginarti d'inverno,
nel caldo inverno,
che ti arrossisce le guance.
Seduta in un angolo,
vicino al termosifone,
in un soffice guscio di lana.
Soffusamente calda,
come l'inverno.

martedì, 23 giugno 2009

Parole, specchi e mele proibite

Un ringraziamento particolare a chi era presente e ha potuto ascoltarmi dal vivo, in caso contrario pubblico ora il discorso che ho tenuto durante la presentazione del mio libro. Spero sia di vostro gradimento ;)

Continua...

martedì, 16 giugno 2009

E' arrivata la mela proibita!

Finalmente, dopo una lunga attesa sono riuscito a stampare in proprio, grazie ai soldi del Premio Nazionale di Poesia "S.Pietro di Feletto", la mia mela proibita, la raccolta di racconti e poesie che ho scritto e organizzato nelgi ultimi due anni. L'appuntamento è alle 19,00 di mercoledì 17 Giugno presso il Salotto Letterario "De Gennaro" a Bitonto. Ovviamente ingresso libero ;)

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